Avengers: Infinity War – RECENSIONE [NO SPOILER]

È molto difficile poter cominciare a scrivere questa recensione in quanto Avengers: Infinity War è molto più che un semplice film, ma è molto più simile ad un bel paesaggio di montagna, una volta arrivato in cima!

Se non altro va analizzata l’intera opera dei Marvel Studios e dell’onnipotente super boss Kevin Feige, che dal primo film (Iron Man – 2008) ne ha realizzati altri diciotto e altri cinque sono in fase di sviluppo, ognuno dei quali compone un puzzle di un’opera conclusiva (più o meno) e mastodontica, che è Avengers: Infinity War. Ogni film conteneva al suo interno un pezzo fondamentale per creare l’opera filmistica più ambiziosa e potente dei cine-comics, e a parte qualche fuori programma (Iron Man 3) ha sempre mantenuto degli standard medio alti, riuscendo nella favolosa impresa di placare le iniziali proteste (la maggior parte delle volte dei più nerd) sulle differenze tra i fumetti e i film. Ormai le due strade si sono distaccate a tal punto che i fan non fanno più caso a cose come Visione con in fronte una delle gemme dell’infinito, creando di fatto una sorta di universo parallelo a quello dei fumetti, il Marvel Cinematic Universe (MCU).

Diretto dai bravissimi (davvero) fratelli Russo (Antonhy e Joe) e scritto dal duo Markus-McFeely (Captain America – il primo vendicatore), questo colossal da 300 milioni di dollari (che lo ha catapultato al secondo posto tra i film più costosi di sempre) ha la bellezza di diciannove protagonisti (inutile elencare gli scontati Iron Man, Cap, Thor ecc ecc), con in più un procione parlante e un albero con la “clorofilla puberale”.

Nulla di diverso per quanto riguarda la trama, individui con poteri e abilità fuori dal comune che si coalizzano e fanno squadra per affrontare nemici e pericoli che da soli non avrebbero potuto affrontare. Il vero mantra degli Avengers. La pellicola è bella lunga, dura 149 minuti, ma non risulta quasi mai noiosa. Per la prima volta abbiamo la reale estensione di quello che è il progetto per questo film, uno scontro mastodontico, non più su scala mondiale o terrestre, come nei precedenti Avengers, ma piuttosto ci proietta in uno scontro oserei dire universale! Non più la Terra, ma anche Xandar, Knowhere (Ovunque), Titano e su altri mondi che non sto qui a spoilerarvi!

Le scene di ogni personaggio non sono poi così tante, ma non c’è da stupirsi data l’incredibile mole di cose da mostrare, quasi tutte importanti e decisive in cui i nostri eroi tirano fuori, come sempre, il meglio di loro. Tutti tranne uno, che si fa attendere per tutto il film.

A differenza delle precedenti pellicole, qui gli “spiegoni” vengono accantonati per lasciare spazio all’azione immediata e pura. Il film comincia con una scena molto tragica in cui appare molto chiaro che questa volta non c’è un “Ultron qualunque” a guastare la festa, ma un nemico decisamente più potente e pericoloso, Thanos.

Thanos, interpretato dal grande Josh Brolin (Man in Black III, 2012), è il vero protagonista del film. Il viaggio itinerante che compie alla ricerca delle Gemme è introspettivo, rivelandone una personalità contorta e distorta, ma all’apparenza non infallibile. Lo spostamento dell’asse dal punto di vista del villain è la vera mossa dei geni creativi della casa delle idee che rende il film diverso sul piano narrativo, rispetto alle pellicole precedenti. Thanos non è un villain come gli altri, non odia nessuno e non è alimentato da malvagità, anzi, è dotato di una sua etica, opposta e contorta in relazione ai nostri eroi, ma non egoista. Lui ha una sua visione di come debba essere la società (di pari passo con i nostri problemi reali). L’interpretazione di Brolin gli dona delle note fragili, non prevedibili considerando il personaggio, ed affascinanti.

Nonostante il più che emozionante azzardo che si gioca la Marvel con il finale, gli assi nella manica per la pellicola successiva saranno “super” sorprendenti, il film mantiene quella caratura standard di action/comedy di ogni Marvel movies. A tratti molto divertente (con i Guardiani si ride sempre!) ma che sa mantenere, anche, quella solennità e drammaticità che le circostanze della pellicola impongono.

Probabilmente stiamo parlando del miglior Marvel movies di sempre!

La scommessa iniziale era molto alta, Joss Whedon ci aveva mostrato (un pò così così) come gestire sei eroi in , filmetto a confronto, The Avengers. Non era assolutamente facile per i Russo Brothers gestire tanti personaggi, ma loro ci riescono alla perfezione, grazie alle interazioni tra quasi tutti i personaggi.

Ora, l’attesa per la prossima pellicola é devastante!!!

Marvel fan riusciremo mai ad aspettare un intero anno???

Avengers: Infinity War – Voto ⭐️⭐️⭐️⭐️ e 1/2

Pacific Rim : La rivolta – Recensione!

Tutti da bambini abbiamo ammirato in TV i robottoni giapponesi darsi battaglia contro mostri ed alieni, basti pensare ad i vari Mazinga, Goldrake, Jeeg, Gundam, insomma la lista è davvero lunghissima. Questi fantastici robot hanno arricchito il bagaglio della cultura pop di ogni nerd negli anni 70-90.

Quando, nel 2013, uscì sul grande schermo Pacific Rim del premio Oscar Guillermo del Toro (La forma dell’acqua) eravamo tutti contentissimi di poter vedere al cinema robot colossali combattere contro mostri altrettanto colossali!

In Pacific Rim questi giganti di ferro vengono chiamati Jaegers (cacciatore in tedesco) e vengono pilotati da due umani, quasi sempre con affinità fisico-caratteriali (alcuni sono parenti tra di loro), addestrati a sconfiggere misteriose creature giganti, chiamate Kaiju (tipo di mostro tipico della fantascienza giapponese).

Si scopre che queste misteriose creature sono degli alieni provenienti da una frattura interdimensionale nelle profondità dell’oceano, chiamata la breccia. Il loro unico scopo è l’annientamento.

La storia si sviluppa sopratutto sulla figura del Marshal Pentecost (Idris Elba, Thor), ex pilota jaeger divenuto comandante delle forze jaeger, e su due piloti, Raleigh Becket (Charlie Hunnam – Sons of Anarchy) e Mako Mori (Rinko Kikuchi – 47 Ronin). In un progetto folle come quello Jaeger non potevano di certo mancare gli “scienziati pazzi”, il dott. Newton Geiszler (Charlie Day, Bad Company – Protocollo Praga) e il dott. Hermann Gottlieb (Burn Gorman, Il Cavaliere Oscuro: Il ritorno).

Dopo svariati combattimenti mozzafiato (ho gioito da vero nerd!) gli jaeger riescono a sigillare la breccia, grazie anche al sacrificio del Marshal Pentecost.

Pacifico Rim : La Rivolta, diretto da Steven S. DeKnight (noto per aver ideato la serie televisiva Spartacus), si svolge dieci anni dopo la battaglia della breccia ed ha, questa volta, come protagonista un altro Pentecost, Jake (Jhon Boyega, Star Wars) il figlio dell’eroe di Pacific Rim. Nel cast ritroviamo Mako, Geiszler e Gottlieb, assieme alle new entry Nathan Lambert (Scott Eastwood, Fury), Amara Namani (Cailee Spaeny) e Shao Liwen (Jing Tian, Kong: Skull Island).

Jake è un ex pilota che ha rifiutato la divisa per divenire un mercante di pezzi rubati di vecchi Jaegers sfuggendo all’autorità di “sua sorella” Mako. Dopo un furto andato male, Jake incontra una giovane ragazza, Amani, estremamente brava in meccanica (tanto da assemblare un mini Jaeger) con la quale cercherà, inutilmente, di sfuggire all’arresto. Entrambi vengono catapultati, non per loro scelta, nel quartier generale del corpo degli Jaeger, Jake come Ranger istruttore e Amani come aspirante pilota.

Durante una manifestazione di protesta anti-Jaeger, Jake e Nathan, a bordo del rimodernato Gipsy Avenger, vengono attaccati da un misterioso Jaeger che li mette alle corde e fugge nel momento in cui intervengono altri Jaeger in aiuto di Gipsy. Questo attacco porterà alla luce un mistero molto pericoloso.

A differenza del primo capitolo questa nuova pellicola è molto più lenta e con meno combattimenti robot-mostri, al quale viene quasi tutto affidato a John Boyega (con un personaggio pieno di clichè). Il film non ha mordente, in alcuni punti scontato e sconclusionato (no spoiler). Sicuramente le scene action sono ben studiate e sortiscono un grande effetto sullo spettatore (motivo per cui merita di essere visto al cinema!), ma nonostante questo il film non ha una propria anima. Probabilmente un altro buco nell’acqua, aspettiamo il terzo? (Si! Ci sarà sicuramente un seguito)

Pacific Rim : La rivolta – VOTO ⭐️⭐️⭐️

C’è posta per ME! – 2 (Marzo 2018)

Ben ritrovati amici dell’Antro dell’Androide!

Eccoci di nuovo con la nostra rubrica mensile #CepostaperMe!

Questo mese tanto #unboxing con prodotti di ogni genere, ed in più la prima Mistery Box di LOOTCRATE che riceviamo!!!

Ma bando alle ciance!!! Eccovi subito il video!!!

C’è posta per ME – 2

Se non lo avete ancora fatto, iscrivetevi al nostro canale YouTube! ⬆️⬆️⬆️

Eccovi nel dettaglio tutti i prodotti visti:

Restate collegati per altri unboxing!

Ad Aprile per una nuova puntata di C’è posta per ME!

A presto amici!!!

Tomb Rider – Recensione del nuovo reboot

Ciao a tutti amici dell’Antro dell’Androide!

Ieri sera siamo stati al cinema per vedere il reboot di Tomb Raider, uno dei titoli per videogame più famosi degli anni 90. La protagonista del videogioco era la seducente e prosperosa Lara Croft, espertissima, super-acrobatica pistolera, archeologa/cacciatrice di tombe, sempre alle prese con manufatti magici e mistici.

Nel 2001 la sedicente archeologa prese le forme, sul grande schermo, della bellissima Angelina Jolie, nel primo film “Lara Croft : Tomb Rider” di cui ne seguì il secondo capitolo, “Tomb Rider : La culla della vita”(2003).

Nel nuovo reboot, diretto da Roar Uthaug, ad interpretare Lara Croft è la bellissima Alicia Vikander, accompagnata nel cast da Dominic West (Richard Croft, il padre di Lara), Walton Goggins (Mathias Vogel, villain) e Daniel Wu (Lu Ren, spalla di Lara).

Uthaug reinventa completamente il personaggio di Lara Croft, sia nel corpo che nello spirito. In questa pellicola troviamo una Lara più giovane e decisamente meno formosa, che ha rinnegato il suo incredibile patrimonio finanziario per cimentarsi in sfide quotidiane, come fare il pony express, per guadagnarsi dei soldi. Non troviamo la Lara perfettamente istruita e colta su storia, lingue e combattimento corpo a corpo a cui eravamo abituati. Ma nonostante questi fattori, salta subito all’occhio che il punto di forza (probabilmente l’unico) è proprio la Vikander, che ci mette energia e fisicità nell’interpretazione del personaggio, di fatti Lara viene colpita, ferita, lotta e si dimena per sopravvivere e vincere, rendendo il personaggio meno “virtuale” e più vivo, nonostante muoia almeno una quindicina di volte nelle varie scene action!

La trama ha il sapore di una minestra riscaldata, con scene eloquentemente prese da altre celebri pellicole. Parte abbastanza bene mostrandoci una Lara Croft cittadina londinese alle prese con la vita quotidiana, che non accetta la morte del padre (e il suo patrimonio), scomparso da sette anni, fino al momento in cui ritrova un suo indizio che la porterà a mettersi sulle sue tracce. Ma appena lasciamo Londra per imbatterci nell’”avventura” qui tutto diventa abbastanza stucchevole con scene misto La Mummia e Stargate per concludersi in un vero e proprio copia-incolla di Indiana Jones e l’ultima crociata (ricordate le tre prove per ritrovare il Sacro Graarl???Esattamente!) addirittura anche nei “cattivi”, rappresentati da questa fantomatica società segreta militare di nome Trinità (assomiglia un bel po’ a Spectre non vi pare?) che cerca di impossessarsi di manufatti esoterici e mistici con il solo scopo di governare l’umanità con il terrore (e qui i cliché vengono giù come l’acqua).

Parte centrale e finale decisamente scontate e prevedibili, con qualche buona scena d’azione all’interno (Lara Croft che partecipa ad un decathlon tra alberi e cascate) ma sempre senza mordente ed enfasi, nemmeno grazie alla fantastica interpretazione di Goggins, che incarna alla perfezione il ruolo del ricercatore cinico e senza scrupoli, pronto a portare a termine il lavoro a tutti i costi. Lo stesso non si può decisamente dire per il “manufatto” che dovrà trovare, i resti della madre della morte giapponese Himiko.

Come se non bastasse, per vedere Lara con le famosissime pistole gemelle (altro segno inconfondibile del personaggio) bisognerà aspettare l’ovvio sequel.

Le precedenti pellicole non hanno di certo sfondato ma questo film non fa altro che innalzarli ad un livello decisamente migliore, nonostante non stiamo decisamente parlando di filmoni…

Ennesimo fallimento di questa ossessione Hollywoodiana di rifare i film, ma non sarà meglio creare qualcosa di nuovo e originale???

TOMB RIDER – VOTO ⭐️⭐️

Unboxing e Time-Lapse Lego 75196: A-Wing Vs TIE Silencer Microfighters

Ben ritrovati amici dell’Antro dell’Androide!

Precedentemente vi avevo parlato del set Lego 75199, acquistato da me presso il Lego Store di Milano. In quell’occasione ho comprato diversi set, andate a rivederlo se ve lo siete persi!

Oggi vi parlerò di un altro di quei set, il 75196: A-Wing Vs TIE Silencer Microfighter!

Ecco come si presenta la confezione.

Come possiamo notare dalla confezione la Lego ha adottato un nuovo sistema (fantastico! Adoro questa cosa!!!) per i Microfighters, che consiste nell’inserire nello stesso box 2 veicoli, di fazioni opposte.

In questo set troviamo l’A-Wing (Ala-A) della resistenza assieme alla Minifig del Pilota della Resistenza e il TIE Silencer, il caccia personale di Kylo Ren, assieme alla sua fantastica Minifig, ispirato all’ultimo film Star Wars: Gli ultimi Jedi.

Questo è un set molto interessante e ben fatto. Mi sono divertito molto nel montarlo.

Montaggio piacevole e semplice. Nel kit per il montaggio dell’A-Wing è inoltre presente una scaletta gialla con cui si può giocare a far salire il pilota a bordo del caccia!!!

Il set è composto da 188 pezzi ed è adatto anche per i più piccoli (6-12).

L’A-Wing misura 4 cm di altezza, 9 cm di lunghezza e 8 cm di larghezza. Mentre il TIE Silencer misura 4 cm di altezza, 8 cm di lunghezza e 7 cm di larghezza.

Nessuna novità per quanto riguarda il prezzo che è di 19,99€. Considerando che in questa formula d’acquisto avrete 2 Microfighters (1 set Microfighters costa più o meno 10€) penso che sia un prezzo più che giusto!

E ora, il Time-Lapse!!!

https://youtu.be/pGhLhFYzeqo

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Unboxing e Time-Lapse Lego 75199 General Grievous Combat Speeder

Ben ritrovati amici dell’Antro dell’Androide! Sono ritornato da pochi giorni da un viaggio a Milano e ovviamente non poteva mancare una mia visita al Lego Store!!!

Tra l’altro Store consigliatissimo! Molto fornito e personale gentile e simpatico! Se vi trovate nelle vicinanze, fateci un salto!

Ma torniamo ai mattoncini. Ho acquistato vari set, ma non vi anticiperò nulla perché ne parleremo successivamente.

Oggi vi parlerò del set 75199 : General Grievous Combat Speeder, come dice ovviamente il titolo, parliamo di un set della linea Star Wars e nello specifico di uno speeder da combattimento dello spietato Generale dell’armata separatista.

Ecco come si presenta il packaging del set.

All’interno oltre allo Speeder ed alla fantastica Minifig del Genare Grievous possiamo trovare anche la magnifica Minifig del Maestro Jedi Mace Windu.

Questo set è ispirato alla serie animata Star Wars: Clone Wars ed il bellissimo Speeder, in questa colorazione blu navy e grigia, è dotato di 2 shooter a molla, una postazione per alloggiare il Generale e delle clip per trasportare le 4 spade laser del Generale sotto lo speeder.

Questo set misura 7 cm in altezza, 25 cm di lunghezza e 14 cm di larghezza, un set non molto grande, quindi, che può essere posizionato con facilità in vetrine, scaffali, ecc. È formato da 157 pezzi, il che lo rende adatto a giovani costruttori di età compresa tra 7 e 12 anni.

Costa 29,99€ un buon prezzo se considerate la qualità del prodotto, le dimensioni e le caratteristiche. Il montaggio è stato semplice ed immediato, di sicuro un ottimo acquisto!

Beccatevi il Time-Lapse!

https://youtu.be/-0XXUpYvGEU

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