Dragon Ball Super : Broly – RECENSIONE

Un nuovo potentissimo avversario sfida Goku e Vegeta, un nemico giunto direttamente dal loro passato. Riusciranno a sconfiggere il misterioso Broly?

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Sia che siate adulti, sia che siate dei ragazzini, tutti siamo cresciuti ammirando i pazzeschi combattimenti di Goku e dei suoi amici in TV. Nel corso degli anni la serie ha avuto un successo tale da innalzare il suo creatore Akira Toriyama ad un livello super, proprio come i suoi Super Sayan. Un successo tale da inserire la serie di Dragon Ball tra quelle di maggiore successo di sempre.

Milioni di piccoli o grandi spettatori incollati ai piccoli schermi per immedesimarsi in combattenti provetti che grazie al potere del loro “KI interiore” riuscivano a lanciare delle sfere di energia, proprio come la famosa Onda Energetica meglio nota come Kamehameha.

Dopo la Saga del giovane Goku venne alla luce la serie Dragon Ball Z, che ci catapultò anche in un contesto assai diverso, ovvero quello degli OAV, Original Anime Video, ovvero cortometraggi che si discostano dalla story-line principale inserendo personaggi nuovi e mai visti, uno di questi è Broly il Super Sayan Leggendario.

Nel 2015 vide la luce una nuova strabiliante serie, Dragon Ball Super che spinse i nostri eroi a superare continuamente il loro limite di combattimento per scontrarsi contro avversari sempre più potenti e distruttivi. Dopo il successo di Dragon Ball Z – La battaglia degli Dei, uscito nelle sale cinematografiche di tutto il mondo, i Super Sayan ritornano al cinema con un nuovo film Dragon Ball Super : Broly.

Il film ci racconta di come il malvagio Freezer abbia distrutto il pianeta natale dei Sayan, il pianeta Vegeta. Fortunatamente Goku (Kakaroth) riesce a scampare alla distruzione, assieme a Vegeta, figlio del re dei Sayan. Ma anche un altro piccolo Sayan sfugge al suo destino, si tratta del piccolo Broly, un bambino dotato di un potenziale nascosto fuori dal comune.

Il film è assolutamente pazzesco. Goku e Vegeta faticano parecchio per sconfiggere Broly che mostra una potenza a dir poco stupefacente. Il combattimento è pazzesco e girato magistralmente, mi è piaciuta particolarmente una scena in cui l’inquadratura è soggettiva di quello che vede Broly, fantastica. In aggiunta alle scene epiche anche delle colonne sonore assolutamente originali che vi coinvolgeranno di sicuro.

Se siete amanti di Dragon Ball dovete assolutamente vedere questo film. Rimarrete molto contenti, ve lo assicuro.

Dragon Ball Super : Broly

Voto: 7

Captain Marvel – RECENSIONE NO SPOILER

Captain Marvel irrompe sul grande schermo del Marvel Cinematic Universe. Diamo un’occhiata ad uno dei Jolly degli Avengers contro Thanos!

Captain Marvel è senza dubbio uno dei film più attesi del momento, in particolar modo per la quantità di dettagli che potrebbe offrirci sul prossimo, attesissimo film Marvel Avengers: End Game.

Protagonista assoluta della pellicola è la bellissima Brie Larson nei panni della supereroina Carol Danvers. Nel cast ritroviamo Samuel L. Jackson nei panni di un ringiovanito Nick Fury, Jude Law interpreta il Capitano Kree Yon-Rogg e Ben Mendelsohn che interpreta lo Skrull Talos. Ritroviamo, anche, dopo qualche anno di assenza sui grandi schermi Clark Gregg nel suo ruolo di Agente Coulson.

La pellicola ci racconta le origini del personaggio e su come abbia avuto i suoi formidabili poteri. Cosa molto importante è la presenza, per la prima volta nel MCU, della famigerata razza aliena Skrull, alieni con l’abilità innata di mutare il loro aspetto in qualsiasi essere vedano, da sempre inseriti in moltissimi contesti fumettistici della casa delle idee, aspetto da non sottovalutare per niente in previsione della fase successiva del MCU.

Come ogni genesi la pellicola appare abbastanza lenta nella parte centrale, fulcro che porterà la nostra protagonista a conoscere l’umanità ed a cercare di ritrovare se stessa ed i suoi ricordi. La sua spalla sulla terra è un giovanissimo, la vicenda si svolge nel 1995, Nick Fury che ci mostra un lato assolutamente mai visto della super spia per eccellenza, ovvero quello gioviale, spiritoso e allegro decisamente l’opposto della sua attuale personalità.

Degna di nota la fotografia risaltata dai colori lucenti dei raggi fotonici di Captain Marvel e con effetti speciali che non risultano troppo pacchiani o eccessivi.

Captain Marvel è un film piacevole da vedere, in alcuni tratti divertente che riesce a normalizzare un’ambientazione anni 90 sempre più ricercata. La Larson si scopre un’attrice abbastanza nella norma, infatti la bella biondina paga troppo di inespressività, forse per esigenze di copione che per altro. La pellicola non è sprovvista di forzature, una su tutte molto evidente nel finale.

In chiave Avengers: End Game non ci fornisce nessun particolare indizio su quella che potrebbe essere la trama o la soluzione alla terrificante distruzione causata da Thanos.

Concludo dicendo che probabilmente Captain Marvel è l’eroe che mancava nel panorama MCU, potente e risoluto, ma dotato di una morale pura e genuina di difesa e prevenzione dei più deboli, staremo a vedere come se la caverà Thanos contro di lei!

Captain Marvel

Voto: 6,5

Glass – Recensione

La recensione dell’ultimo lavoro di Night Shyamalan, tassello conclusivo della trilogia di Unbreakable.

Quando uscì Split al cinema nessuno immaginava un suo collegamento con Unbreakable. La trilogia pensata da M. Night Shyamalan 18 anni fa ha visto il suo epilogo con Glass, che può essere considerato anche un crossover in pieno stile fumettistico.

In questa pellicola ritroviamo il Vigilante David Dunn (Bruce Willis) sulle tracce del serial killer noto come la Bestia (James McAvoy). Nel pieno del loro scontro vengono catturati e rinchiusi in uno speciale istituto psichiatrico sotto la guida della psciologa Dott.ssa Ellie Staple (Sarah Paulson), specializzata nel curare gli individui convinti di avere delle capacità sovrumane. In questo istituto Dunn ritrova il suo vecchio amico Elijah Price (Samuel L. Jackson), conosciuto come Mr. Glass, il vero protagonista della pellicola. Sarà infatti Elijah a prendere l’iniziativa ed escogitare il piano per scontrare Dunn contro la Bestia e dimostrare al mondo che i loro poteri sono reali.
Nel cast ritroviamo Anya Taylor-Joy nel ruolo di Casey e Spencer Treat Clark che ritorna a vestire i panni di Joseph, il figlio di Dunn visto in Unbreakable.

Viste le pretese create da Unbreakable prima e da Splitt dopo, ci si aspettava forse qualcosina in più da questa pellicola finale. Ritroviamo un grande James McAvoy alle prese con l’interpretazione di un individuo dalle molteplici personalità e sempre molto espressivo ed intenso. Samuel L. Jackson magistralmente nella parte di Elijah proprio come lo avevamo visto diciotto anni fa, con ovviamente i segni del tempo, e un Bruce Willis coinvolto poco dal regista probabilmente per una scelta di copione.

Come sempre magistrale la regia di Shyamalan con primi piani e inquadrature che ci fanno vivere la reale introspettiva del personaggio, forse un pò meno spettacolare la sceneggiatura con un ritmo molto lento nella parte centrale ma che sa riprendersi alla grande con un gran finale.
La reale sfida di questo film era trasportare il pubblico nella psicologia di una persona che apparentemente è normale ma che cela dentro di se un potere assai più forte, magari dettato dall’autoconvincimento o dal bisogno reale di sentirsi diverso.

Nel complesso Glass è senza dubbio un buon film, molto al di sopra di altri per la qualità di trama, riprese e cast. Conclude abbastanza bene il progetto che Shyamalan aveva immaginato diciotto anni fa, reinterpretando i super uomini nel contesto della nostra società.

E voi? I Supereroi esistono?

GLASS
Voto 4/5

Spider-Man: un nuovo universo – RECENSIONE

Alla notizia di un nuovo film su Spider-man un pò tutti siamo rimasti a bocca aperta, nessuno di noi se lo aspettava, specie poco dopo esser uscito Infinity War. Ma quando abbiamo scoperto che si trattava di un film d’animazione, molti lo hanno snobbando definendolo solo un cartone animato. Bene, non potevano commettere errore più grande.

Spider-man: un nuovo universo è tutto tranne un semplice cartone animato per ragazzini.


Il protagonista della pellicola è Miles Morales, un ragazzino afro-spagnolo che un giorno viene morso da un ragno radioattivo mentre si trovava in metropolitana. Scopre di avere delle capacità molto simili a quelle di Spider-man così decide di indagare, iniziando proprio dal luogo dove è stato morso dal ragno.

Da questo momento in poi l’avventura del giovane Miles si farà sempre più pazzesca, prendendo sempre di più la consapevolezza dei suoi poteri e dei suoi doveri in quanto Spider-man.

Il film è assolutamente pazzesco a livello d’immagine, per realizzarlo infatti è stata adoperata una nuova tecnica mista che intreccia le tecniche 2D con quelle 3D. Per rendere l’esperienza più simile ad un fumetto sono stati inseriti degli elementi grafici come i pallini e le onomatopee dei fumetti. Il tutto intrecciato in maniera assolutamente magistrale con canzoni Hip-Hop e suoni puramente fumettistici.

La trama è coinvolgente piena di ritmo e scazzottate. Anche qui sono state inserite delle tematiche di crescita del nostro eroe. I personaggi sono assolutamente fantastici e ben fatti, ognuno con una sua particolarità.

Alla domanda, è solo un cartone animato? vi rispondo che probabilmente è il miglior cinecomics di sempre!!!

P.S. rimanete fino alla fine, ovviamente!

CORRETE A VEDERLO!!! OPPURE POTETE OSCILLARE TRA UN GRATTACIELO E L’ALTRO!

Thwip! Thwip!

SPIDER-MAN: UN NUOVO UNIVERSO

VOTO 5/5

Il ritorno di Mary Poppins- RECENSIONE

Chi più chi meno è cresciuto con le fantastiche canzoni di Mary Poppins, il famoso film della Disney uscito nel 1964. In quell’occasione la super bambinaia era interpretata da Julie Andrews, accompagnata dall’irrefrenabile Dick Van Dyke. Sono passati ormai molti anni da quando Walt Disney in persona si imbatté nel fenomeno Mary Poppins, un romanzo per ragazzi che parlava di una bambinaia magica, scritto da P. L. Travers. Walt si innamorò immediatamente dei suoi libri e decise di farvi un film in struttura mista, con attori in carne ed ossa, accompagnati da disegni ed illustrazioni in stile cartone animato.

La magia di Mary Poppins ritorna al cinema per incantare milioni di spettatori cinquantaquattro anni dopo. Ad interpretarla questa volta è la bellissima Emily Blunt, che ci presenta una versione un pò troppo apprensiva della Mary Poppins della Andrews.

Mary Poppins ritorna al numero 17 di Viale dei Ciliegi, nella magnifica Londra ancora una volta per aiutare i piccoli, che ormai non sono più piccoli, Michael e Jane Banks. Veri protagonisti saranno i figli di Michael, i gemelli Annabel e Georgie ed il piccolo John. Tra canzoni, balli e strepitose magie cercherà di “accomodare” la situazione economica che Michael Banks ha nei confronti della Banca d’Inghilterra.

Ad arricchire il film Maryl Streep che interpreta la cugina di Mary Poppins, Topsy, Colin Firth nel ruolo di William Wilkins il direttore della banca.

Il ritorno di Mary Poppins imita abbastanza bene le orme del classico del 64′, sia nella struttura, che nei personaggi e negli stili. Ma siamo ben lontani del parlare della perfezione. In alcuni istanti il film appare un pò troppo lento, con alcune pause che spezzano decisamente troppo il ritmo. Lo stesso discorso vale per le canzoni. Le canzoni del classico sono rimaste ben impresse nella mente di ogni appassionato, a partire dalla famosissima “supercalifragilispichespiralitoso”. Qui nessun testo rimane realmente impresso, forse per colpa dell’adattamento italiano.

Molto belle, invece, i colori e le ambientazioni. Londra parla da se, ma raffigurare in quel modo ambientazioni reali rese indimenticabili dalla magia è assolutamente fantastico. Molto belli anche i balli e le coreografie, specie quella della scena di Maryl Streep, assolutamente divertente. Anche la scena con i lampionai (davvero molto simile a quella dei spazzacamini).

Nel complesso il film è godibile e con le giuste tematiche. Mi sarei aspettato un’interpretazione diversa da Emily Blunt, ma è comunque molto difficile eguagliare Julie Andrews, dopotutto, imitare un dipinto è una cosa possibile, ma per quanto possa essere bello, non sarà mai come l’originale.

Il ritorno di Mary Poppins
VOTO 2,5/5

Bohemian Rhapsody – Recensione

La recensione di Bohemian Rhapsody, il film biopic che ripercorre l’incredibile carriera dei Queen e del loro leader Freddie Mercury.

Penso che recensire un film come Bohemian Rhapsody sia qualcosa di estremamente difficile da fare, specie se l’intento è quello di esprimere un giudizio sul film. La sua complessità è senza dubbio legata al suo, o ad i suoi, protagonisti principali, i leggendari Queen e il loro fantastico, unico ed eccezionale leader, Freddie Mercury. Ed è proprio qui che salta subito alla mente la prima questione, è impossibile rappresentare uno degli artisti più carismatici e complessi del panorama musicale degli ultimi cinquant’anni (più complesso di lui mi viene in mente solo Michael Jackson, forse) in quanto non c’è e mai ci sarà un interprete all’altezza di Mercury, quindi la domanda salta su immediata, chi lo interpreterà? e come? Penso che buona parte della risposta la dia Rami Malek interpretando quasi alla perfezione le movenze e le pose di Freddie Mercury. L’attore si cala totalmente nella parte, tanto che in alcuni frangenti non si riesce a capire se è Malek o il vero Freddie.

L’altra parte della risposta c’è la fornisce la tecnologia. Grazie al playback il Freddie di Malek ha la stessa voce del Freddie originale, ma va riconosciuto il tremendo lavoro dell’attore statunitense nel sincronizzare alla perfezione le parole delle canzoni con l’incredibile mimica facciale di Mercury. Ma non è solo Freddie Mercury ad essere stato riprodotto alla perfezione, anche il resto dei Queen sono assolutamente somiglianti in tutto e per tutto. Gwilym Lee e Ben Hardy interpretano i fondatori del gruppo, Brian May (chitarra) e Roger Taylor (batteria), mentre Joseph Mazzello interpreta John Deacon (basso). Tutti i membri sono somiglianti sia nell’aspetto che nei comportamenti e atteggiamenti dei membri originali. Forse l’unico personaggio che poteva essere rappresentato meglio è Mary Austin, compagna e “ancora di salvezza” di Mercury durante quasi tutta la sua carriera, interpretata da Lucy Boynton.

La seconda questione che preoccupava i fan era la possibilità di rovinare o quanto meno rivisitare le vicende davvero accadute nel corso della carriera dei Queen e la presenza degli stessi May e Taylor come produttori del film ha in gran parte rassicurato i fan sull’autenticità di quello che lo spettatore avrebbe visto.

Il film ripercorre la nascita dei Queen spiegandone anche la realizzazione del loro primo album e dei singoli che hanno fatto la storia del gruppo risaltando la dedizione in cui si e è sempre contraddistinto, specie nella sperimentazione. Tra tour e date modificate alla perfezione per inserirsi nel contesto narrativo, l’unica probabile imperfezione riguarda un avvenimento non proprio accaduto prima del Live Aid, ma che rafforza la presenza dei Queen in quello storico concerto, con cui si conclude anche la pellicola. Ovviamente la storia dei Queen progredisce a braccetto con la storia, controversa e molto masochistica, del suo leader assoluto raccontata forse, specie in alcuni tratti, in maniera troppo appariscente e forzata. Il film è un miscuglio di emozioni e grandi canzoni, in cui lo spettatore è letteralmente rapito dal contesto narrativo e catapultato direttamente sul palco tra le varie “We Are the Champions”, “Hammer to Fall”, “Another One Bites the Dust” fino alla super celebrata “Bohemian Rhapsody”, grandissimo singolo iconico da cui prende il nome questo film. L’irrefrenabile voglia di cantare è fortissima nei vari concerti mostrati sullo schermo, come la voglia di battere le mani a tempo in “We Will Rock You”. È un film estremamente profondo e intimo, dove le tematiche sono assolutamente estranee ai fan che non hanno mai visto quello che avveniva dietro il palco, l’esuberanza e la grandissima ed infinita voglia di vivere ogni minuto al massimo di Mercury.

Ho letto molti commenti e scambiato molte opinioni con diversi fan e amanti dei Queen, e tutti mi hanno detto di aver pensato più e più volte durante i giorni seguenti al film, alcuni addirittura sognando inquadrature, assoli di chitarra e primi piani, come il sottoscritto.

Trattandosi di un Biopic (un film biografico) dare un giudizio diventa estremamente intimo e soggettivo, ma c’è una cosa che ha sempre messo d’accordo tutti, i numeri. Pensate che, mentre sto scrivendo questa mia recensione, il film ha incassato più di 5 milioni di euro (5.413.562 per la precisione) solo in Italia, dato che ci testimonia quanto questo film fosse atteso dai fan e dal normale curioso, numeri che sono destinati decisamente a salire.

Concludo con una mia personale riflessione, sicuramente questo non è il film perfetto, in quanto per realizzare un film “perfetto” bisogna calcolare Regia, Suono, Costumi, ecc ecc, ma cos’è il cinema se non un’esperienza visiva sensoriale in cui gli attori cercano di trasmettere sentimenti e stati d’animo allo spettatore, in cui in quelle due ore dimentica tutto e tutti e diviene parte del film?

Bene, l’età mi ha impedito di poter assistere ad un concerto dei Queen e Bohemian Rhapsody ha realizzato il mio desiderio, scaraventandomi sul prato di Wembley. Cantavi “Who Wants to Live Forever” ovvero chi vuole vivere per sempre, ebbene Freddie tu ci sei riuscito, vivi e vivrai per sempre nel cuore di tutti i tuoi fan!

The Show Must Go On!

Bohemian Rhapsody

Voto 5/5

Robin Hood : l’origine della leggenda – RECENSIONE

In un periodo di profondo deficit artistico il cinema si rifugia nel sempre, o quasi, affidabile remake. È questo il caso di Robin Hood – L’origine della leggenda, ennesima pellicola sul celebre eroe/ladro, che rubava ai ricchi per dare ai poveri, paladino del popolo represso dallo sceriffo di Nottingham nell’Inghilterra del 12° secolo.

Taron Egerton si toglie l’elegante smoking (Kingsman) per indossare arco e cappuccio di Robin di Loxley, aka Robin Hood. Innamorato perso della sua Lady Maryan, interpretata dalla bellissima Eve Hewson, trascorre le giornate ad oziare nel suo castello fino a quando non viene mandato in guerra nella quinta crociata. In un conflitto sempre più senza onore, Rob assiste alle ingiustizie dei crociati nei confronti degli arabi. Nel tentativo di salvare un ragazzo arabo condannato alla decapitazione, viene accusato di insubordinazione e rispedito in Inghilterra. Una volta ritornato in patria si accorge di esser stato seguito da un arabo, il padre del ragazzo a cui ha tentato di salvare la vita, che si presenta a lui come John, interpretato dal sempre proverbiale Jamie Foxx. Al suo rientro si accorge che Maryan non c’è più ad aspettarlo e che il suo castello, come le sue ricchezze, sono in rovina. Dato per morto, capisce che fa tutto parte di un piano per impossessarsi delle ricchezze dei lord mandati in guerra, il grande artefice di questo piano altri non è che lo spietato sceriffo di Nottingham, interpretato da Ben Mendelsohn, sempre più alla ribalta dopo Rogue One e Ready Player One. Il piano di Robin e di John è leggenda, rubare tutto allo sceriffo ed ai suoi complici.

Robin Hood – l’origine della leggenda è il tentativo, ennesimo, di rivisitare in chiave moderna novelle, storie e fiabe, e questo è assai evidente in questo film, basti pensare alle scene di battaglia e anche nello stile di abiti usati dai personaggi. Dal trailer si evinceva alla grande l’esagerazione che avremmo visto in questo film ed è proprio questo, Robin Hood nel classico action movie pieno di esplosioni, fiamme e proiettili, pardon, frecce! Diciamo che potevamo fare tranquillamente a meno di questo film, ma alla fine non risulta essere così brutto e scontato. Pecca terribilmente di originalità, vedi lo sceriffo di Nottingham, a tratti sembrava di guardare Rogue One : a Star Wars story per quanto il personaggio sia identico al direttore Krennic, sia nell’interpretazione che nel modo di vestire! Tutto sommato è il classico film per passare qualche ora seduto al cinema. Quando investiremo in nuove idee???

Robin Hood – l’origine della leggenda

VOTO 1,5/5