Bohemian Rhapsody – Recensione

La recensione di Bohemian Rhapsody, il film biopic che ripercorre l’incredibile carriera dei Queen e del loro leader Freddie Mercury.

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Penso che recensire un film come Bohemian Rhapsody sia qualcosa di estremamente difficile da fare, specie se l’intento è quello di esprimere un giudizio sul film. La sua complessità è senza dubbio legata al suo, o ad i suoi, protagonisti principali, i leggendari Queen e il loro fantastico, unico ed eccezionale leader, Freddie Mercury. Ed è proprio qui che salta subito alla mente la prima questione, è impossibile rappresentare uno degli artisti più carismatici e complessi del panorama musicale degli ultimi cinquant’anni (più complesso di lui mi viene in mente solo Michael Jackson, forse) in quanto non c’è e mai ci sarà un interprete all’altezza di Mercury, quindi la domanda salta su immediata, chi lo interpreterà? e come? Penso che buona parte della risposta la dia Rami Malek interpretando quasi alla perfezione le movenze e le pose di Freddie Mercury. L’attore si cala totalmente nella parte, tanto che in alcuni frangenti non si riesce a capire se è Malek o il vero Freddie.

L’altra parte della risposta c’è la fornisce la tecnologia. Grazie al playback il Freddie di Malek ha la stessa voce del Freddie originale, ma va riconosciuto il tremendo lavoro dell’attore statunitense nel sincronizzare alla perfezione le parole delle canzoni con l’incredibile mimica facciale di Mercury. Ma non è solo Freddie Mercury ad essere stato riprodotto alla perfezione, anche il resto dei Queen sono assolutamente somiglianti in tutto e per tutto. Gwilym Lee e Ben Hardy interpretano i fondatori del gruppo, Brian May (chitarra) e Roger Taylor (batteria), mentre Joseph Mazzello interpreta John Deacon (basso). Tutti i membri sono somiglianti sia nell’aspetto che nei comportamenti e atteggiamenti dei membri originali. Forse l’unico personaggio che poteva essere rappresentato meglio è Mary Austin, compagna e “ancora di salvezza” di Mercury durante quasi tutta la sua carriera, interpretata da Lucy Boynton.

La seconda questione che preoccupava i fan era la possibilità di rovinare o quanto meno rivisitare le vicende davvero accadute nel corso della carriera dei Queen e la presenza degli stessi May e Taylor come produttori del film ha in gran parte rassicurato i fan sull’autenticità di quello che lo spettatore avrebbe visto.

Il film ripercorre la nascita dei Queen spiegandone anche la realizzazione del loro primo album e dei singoli che hanno fatto la storia del gruppo risaltando la dedizione in cui si e è sempre contraddistinto, specie nella sperimentazione. Tra tour e date modificate alla perfezione per inserirsi nel contesto narrativo, l’unica probabile imperfezione riguarda un avvenimento non proprio accaduto prima del Live Aid, ma che rafforza la presenza dei Queen in quello storico concerto, con cui si conclude anche la pellicola. Ovviamente la storia dei Queen progredisce a braccetto con la storia, controversa e molto masochistica, del suo leader assoluto raccontata forse, specie in alcuni tratti, in maniera troppo appariscente e forzata. Il film è un miscuglio di emozioni e grandi canzoni, in cui lo spettatore è letteralmente rapito dal contesto narrativo e catapultato direttamente sul palco tra le varie “We Are the Champions”, “Hammer to Fall”, “Another One Bites the Dust” fino alla super celebrata “Bohemian Rhapsody”, grandissimo singolo iconico da cui prende il nome questo film. L’irrefrenabile voglia di cantare è fortissima nei vari concerti mostrati sullo schermo, come la voglia di battere le mani a tempo in “We Will Rock You”. È un film estremamente profondo e intimo, dove le tematiche sono assolutamente estranee ai fan che non hanno mai visto quello che avveniva dietro il palco, l’esuberanza e la grandissima ed infinita voglia di vivere ogni minuto al massimo di Mercury.

Ho letto molti commenti e scambiato molte opinioni con diversi fan e amanti dei Queen, e tutti mi hanno detto di aver pensato più e più volte durante i giorni seguenti al film, alcuni addirittura sognando inquadrature, assoli di chitarra e primi piani, come il sottoscritto.

Trattandosi di un Biopic (un film biografico) dare un giudizio diventa estremamente intimo e soggettivo, ma c’è una cosa che ha sempre messo d’accordo tutti, i numeri. Pensate che, mentre sto scrivendo questa mia recensione, il film ha incassato più di 5 milioni di euro (5.413.562 per la precisione) solo in Italia, dato che ci testimonia quanto questo film fosse atteso dai fan e dal normale curioso, numeri che sono destinati decisamente a salire.

Concludo con una mia personale riflessione, sicuramente questo non è il film perfetto, in quanto per realizzare un film “perfetto” bisogna calcolare Regia, Suono, Costumi, ecc ecc, ma cos’è il cinema se non un’esperienza visiva sensoriale in cui gli attori cercano di trasmettere sentimenti e stati d’animo allo spettatore, in cui in quelle due ore dimentica tutto e tutti e diviene parte del film?

Bene, l’età mi ha impedito di poter assistere ad un concerto dei Queen e Bohemian Rhapsody ha realizzato il mio desiderio, scaraventandomi sul prato di Wembley. Cantavi “Who Wants to Live Forever” ovvero chi vuole vivere per sempre, ebbene Freddie tu ci sei riuscito, vivi e vivrai per sempre nel cuore di tutti i tuoi fan!

The Show Must Go On!

Bohemian Rhapsody

Voto 5/5

Autore: PeDuckx

Collezionista di Star Wars, Fotografo e Videomaker, Blogger e appassionato di Comics, Movie e Libri, Giochi di Ruolo e da tavolo.

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